Felice l'ultimo Tour (nuova edizione)
Trionfi, lacrime e classifiche al Tour de France
Autore : Maurizio Ruggeri
Prefazione :
Codice : ISBN 88-6041-022-3
Edizione :
Pagine: 120
Disponibilità: DISPONIBILE
€ 13,50

Quanti Tour de France sono passati da quella fantastica galoppata di Felice Gimondi nel 1965! Eppure solo un piccolo grande uomo, uno che come Fausto Coppi aveva i suoi acuti e le sue giornate nere, ebbene solo un italiano, in quarant'anni e più, riuscito a salire di nuovo sul gradino pi alto della Francia con la maglia gialla. Da Gimondi a Pantani, attraverso le cinque vittorie di Merckx, Hinault e Indurain e le sette di Armstrong, il Tour de France rimasta la corsa più ricca e più bella del mondo, da quando, nel 1903, Maurice Garin, lo spazzacamino della Val d'Aosta, lo vinse con tre ore di distacco, fino alle fredde strategie di un texano prestato alla bici. E poi la fine del regno di Miguel Indurain, che in cinque stagioni di dominio assoluto segnò la fine delle imprese in salita, dandole prima a Bugno poi a Chiappucci, fino a quando non comparve quel Ray Charles della bicicletta, genio e sregolatezza nello sport e nella vita, capace di arrampicarsi sulle cime del Giro e del Tour come i pi grandi grimpeur del passato, da Gaul a Bahamontes, da Bartali a Fuente..., tutti rigorosamente messi in fila, in ordine di importanza e di indimenticate imprese, dal decano dei giornalisti che ha dato tutta la sua vita al ciclismo: Rino Negri. Il Tour de France come epopea, scriveva Roland Barthes nei suoi Miti d'oggi, dedicando uno spazio a Coppi nel suo lessico dei corridori: Eroe perfetto. Sulla bicicletta ha tutte le virt. Fantasma temibile. Da Gimondi, Adorni e Motta, gli eroi di quel Giro di Francia che li oppose alla commovente resistenza di Raymond Poulidor, l'idolo di casa, Felice l'ultimo Tour rivisita le imprese e i colpi di mano lungo le strade del Tour, che pure un giorno l'Autore and a trovare, appena in tempo per vedere una maglia gialla scattare da sola in salita fregandosene del primato da difendere. Una maglia gialla indosso a un omino lì per caso, proprio come lo era Jean Robic tanti anni prima: con lo stesso coraggio e la stessa voglia di riscattarsi. Una maglia gialla che, come testa di vetro, non sfid i suoi avversari, ma le montagne dei Pirenei urlando alle vette che Claudio Chiappucci non aveva paura proprio di nessuno.
(English description)
How many Tour de France went by from that fantastic rush of Felice Gimondi in 1965! And yet a little big man only, one who like Fausto Coppi had his good and bad days, well only an Italian, in forty years and more, succeeded in climbing again the tallest step of France with yellow shirt. From Gimondi to Pantani through the five victories of Merckx, Hinault and Indurain and the seven of Armstrong, Tour de France has kept being the richest and most beautiful race of the world, since when, in 1903, Maurice Garin, the chimneysweeper from Aosta Valley, won it with a three-hour lead, to the cold strategy of a Texas native lent to bike. And then the end of the kingdom of Miguel Indurain, who in five seasons of absolute sway marked the end of uphill feats, giving them first to Bugno then to Chiappucci, until a Ray Charles of bycicle appeared, genius and lack of moderation in sport and life, capable of climbing the peaks of Giro d'Italia and Tour de France like the best grimpeur of the past, from Gaul to Bahamontes, from Bartali to Fuente..., everyone strictly lined up, in order of importance and unforgotten feats, by the doyen of sport journalists who gave all his life to cycling: Rino Negri. Tour de France as an epic, Roland Barthes wrote in his Mythologies, giving over a space to Coppi in his racers dictionary: Perfect hero. On bycicle he has all the virtues. Terrible ghost. From Gimondi, Adorni e Motta, the heroes of that Tour de France which opposed them to the touching resistance of Raymond Poulidor, the home idol, Felice l'ultimo Tour revisits the feats and surprise attacks along Tour roads, which the Author also went and saw, not a moment too soon to see a yellow shirt sprint alone uphill not caring of a record to be defended. A yellow shirt on a little fellow there by chance, right Jean Robic was many years before: with the same bravery and the same desire of reviving. A yellow shirt who, like Glasshead, did not challenge his rivals, but Pyrenees mountains shouting to peaks that Claudio Chiappucci did not fear anyone.
Maurizio Ruggeri, giornalista e scrittore, si occupa di sport da trent'anni. Autore di programmi, conduttore radiofonico e televisivo, è approdato alla redazione sportiva di Rai International. Ha pubblicato numerosi libri su ciclismo e pugilato. Nel 2000 ha vinto il Premio Ussi Coni per la sezione radio e televisione.