
Autore : Andrea Maietti
Prefazione :
Codice : 978-88-6041-047-4
Edizione : 1
Pagine: 134
Disponibilità: DISPONIBILE
Il 2 gennaio 1960, a soli 41 anni, se ne andava Fausto Coppi, un campione e un uomo inseguito dal destino. Se n'è andato ‹‹all'apparir del vero››, con la scomparsa delle strade sterrate e la morte della civiltà contadina. Qualcuno ha scritto di lui che è stato il primo campione dell'era moderna. In verità è stato l'ultimo e il più grande campione del ciclismo romantico, prima dell'avvento della televisione. Di Coppi e dei suoi anni resta una lancinante nostalgia. Perché? Andrea Maietti, giunto al tempo delle ‹‹foglie gialle››, ma ancora oggi in dialogo come ex insegnante liceale con le nuove generazioni, indaga il mito del campionissimo, soprattutto negli echi di periferia, i più intimi e nascosti di un atleta di cui basta un clic internet per sapere quasi tutto. Particolari inediti delle sue vittorie più celebrate (accanto a citazioni di giornalisti-scrittori, da Buzzati a Gianni Brera), del duello con Bartali, della Dama Bianca: vissuti entro quell'ultimo scampolo di Medio Evo che era il mondo degli anni Quaranta e Cinquanta. E poi la mai spenta messianica attesa dell'erede di Coppi: le infinite illusioni e delusioni di epigoni comunque suggestivi: da Venturelli a Zilioli, da Baronchelli a Bugno, fino all'ultimo sogno di Pantani. E, insieme, i Coppi del villaggio: eroi di paese che sono stati Coppi almeno per un giorno, magari staccando i compagni su un cavalcavia in una ciclo-gita scolastica. La conclusione è che di Coppi c'è tuttora una sotterranea attesa, insieme al pellegrinaggio alle reliquie dei poveri che eravamo. Perché la sola salvezza sta forse nel coraggio del ritorno.