
Autore : Marco Iaria
Prefazione :
Codice : 978-88-6041-048-1
Edizione : 1
Pagine: 176
Disponibilità: DISPONIBILE
Personaggio scomodo, appena ventenne, Streltsov viene tacciato di un'accusa infamante: stupro.
La stampa si scatena. Condannato a 12 anni in un processo “farsa”, viene mandato in un gulag, prima a trasportare tronchi d'albero, quindi a lavorare uranio e poi in una miniera di quarzo. Ridotta la pena a cinque anni per volontà di Bresnev, indossa nuovamente la maglia della Torpedo nel 1965 e vince il campionato. Ritiratosi nel 1970 dopo un infortunio, Streltsov fino alla scomparsa, avvenuta nel 1990 per un cancro ai polmoni, insegna calcio ai bambini. Il suo caso viene riesaminato nel 2001 da un comitato composto, fra gli altri, dal campione di scacchi Anatolij Karpov, dal sindaco di Mosca, Jurij Lužkov, da scrittori e giuristi come Sergej Korolev, ?dvard Maksimovskij, e Andrej Suchomlikov. Si rilevarono diverse anomalie nello svolgimento del processo: testimoni oculari inesistenti o rivelatisi lontani diversi chilometri dal luogo del misfatto, richieste di aiuto della vittima mai comprovate da testimonianze dirette. Il comitato chiese all'autorità russa di riaprire il caso, ma non ci fu nulla da fare. Ancora oggi Streltsov attende una riabilitazione.
‹‹Pericolosamente occidentale›› per il regime sovietico, anche se quella era l'epoca del ‹‹disgelo››. Così Eduard Streltsov si trovò a dover affrontare la partita più difficile della sua vita: un'accusa di violenza sessuale nel 1958, alla vigilia della Coppa del Mondo in Svezia. Meglio proclamarsi colpevole in modo da poter sfidare Pelé, come gli fu promesso dalle autorità, oppure gridare la sua innocenza? E dietro tutto ciò c'era la vendetta di una potente donna, membro del Politburo, la cui figlia il fascinoso Streltsov si era rifiutato di sposare?
Questo libro racconta, per la prima volta in Italia, la storia del più grande talento del calcio russo, capace di segnare 25 gol in 38 partite con la Nazionale: i successi, il giallo attorno al processo per stupro, i cinque anni trascorsi nei campi di lavoro, dove sopravvisse giocando a calcio e dilettando i funzionari del Partito, e il suo clamoroso ritorno in campo guidando la Torpedo Mosca al titolo nazionale.
Marco Iaria è nato a Reggio Calabria nel 1978. Ha iniziato la sua carriera giornalistica al ‹‹Quotidiano della Calabria››. Trasferitosi a Roma nel 2004, ha lavorato come freelance per diverse testate, tra cui il ‹‹Guerin Sportivo››, ‹‹il Tennis Italiano›› e ‹‹il Sole 24 Ore Sport››. Dal 2007 è redattore alla ‹‹Gazzetta dello Sport››.