
Autore : Matteo Morandini
Prefazione :
Codice : 9788860411167
Edizione : 1
Pagine:
Disponibilità: DISPONIBILE
In molti hanno detto, scritto o lasciato intendere che il secondo scudetto della Fiorentina, conquistato – meritatamente – nel 1969 al termine di una stagione di bel gioco e risultati, fu un qualcosa di inaspettato. Come un raggio di sole in una giornata grigia. Un momento straordinario della storia viola, ma difficilmente paragonabile al titolo del ’56.
Da una parte i miti, gli eroi immortali, dall’altra i ‘ragazzi’; da una parte la Fiorentina invincibile armata, dall’altra la Fiorentina ye-ye, la squadra simpatica e bizzarra che, assieme al Cagliari di Gigi Riva si ritrovò eroina per caso ad interrompere per un biennio il predominio delle squadre del nord.
Fu vera gloria, insomma? La risposta non può che essere affermativa, perché il secondo titolo della Fiorentina non fu un incidente di percorso, ma il più importante traguardo dopo anni di lavoro e programmazione societaria in cui si coniugò l'accortezza nella gestione dei bilanci con investimenti tecnici di livello, in cui vennero lanciati talenti come Picchio De Sisti, Cavallo pazzo Chiarugi, e poi Merlo, Bertini, Albertosi solo per fare dei nomi.
Una squadra che nacque dalla passione per i giovani di Nello Baglini, industriale pisano e presidente appassionato ma attento alle casse, dal fiuto di Egisto Pandolfini, vero demiurgo di una materia prima plasmata dalle mani paterne di Beppe Chiappella e poi resa perfetta dall'estro di Bruno Pesaola. Fu in quegli anni una delle migliori espressioni di un calcio fresco e moderno, divertente e vincente.
Quei giovani calciatori un po' guasconi e figli del loro tempo rappresentarono la migliore miscela di genio e sregolatezza ma anche di perfezione tecnica e disciplina tattica che un allenatore potesse avere a disposizione.
Dal '63 al '69 la Fiorentina ye-ye collezionò un quinto posto, quattro quarti posti e uno scudetto: avrebbe potuto aprire un ciclo lunghissimo, considerata la classe e l'età di quei giocatori, ma durò poco meno di due stagioni. Il giocattolo, come spesso accade a Firenze, si è rotto presto, forse per l'immaturità degli interpreti o per quell'abitudine di una città pronta a dividersi su tutto.
Matteo Morandini (1972), è giornalista, scrittore e conduttore radiofonico. Vive e lavora a Firenze. Con Limina ha pubblicato nel 2009 “Come nessuno”, biografia di Adrian Mutu.