Il Mondo di Giacomo Bulgarelli
Autore : Italo Cucci
Prefazione :
Codice : 9788860411174
Edizione : maggio 2011
Pagine:
Disponibilità: DISPONIBILE
€ 13,00

Non avrebbe voluto occuparsi di sport, il giovane cronista riminese quando, agli inizi degli anni Sessanta, approdò alla redazione del «Resto del Carlino», direttore un giovanissimo Giovanni Spadolini.
Ma erano gli anni del Bologna «da Paradiso» di Fulvio Bernardini, del Bologna di Pascutti, Janich, Pavinato, Fogli, Tumburus, Haller, Nielsen, Negri... e soprattutto di Bulgarelli,
«Giacomino» Bulgarelli, capitano e leader, anima e testa di quel Bologna appassionatamente voluto e costruito dal presidente Renato Dall’Ara ed erede di quello che già aveva fatto perdutamente innamorare Pier Paolo Pasolini. L’innamoramento del giovane Cucci - oltre che per il poeta friuliano - per i colori rossoblù e per il campione che ne fu simbolo e bandiera storica, fu inevitabile. Ragazzo di buona indole e buoni studi, riservato ma schietto, Bulgarelli non fu il talento che esplode in modo eclatante: gran lavoratore in campo, la sua fu piuttosto un’ascesa costante e irresistibile e la sua crescita lineare (partecipò anche alle Olimpiadi di Roma del ’60) talmente affidabile al punto di trascinare l’intera squadra e diventarne naturalmente riferimento e fulcro. Strutturandosi intorno alla sua figura e al suo ruolo di mezz’ala (centrocampista di breriana memoria), alla sua intelligenza di regista, alla sua misura e generosità di suggeritore, arrivò, contro tutti e contro tutto – perfino nonostante un’ingiusta accusa di doping – alla conquista, nel ’64, di un sudatissimo scudetto. Fu così che quel Bologna, che portò il proprio contributo anche alla formazione azzurra, coagulò passioni trasversali, di figli naturali e adottivi, dilettanti e professionisti: da Enzo Biagi, Severo Boschi, Aldo Bardelli a Pupi Avati, Gianni Morandi e Lucio Dalla. Il giovane cronista Cucci, che si era lasciato adottare dalla città emiliana, trasgressiva, colta, fucina di talenti e di spiriti liberi, nelle redazioni del «Resto del Carlino», di «Stadio», del mitico «Guerin Sportivo», imparerà, e insegnerà a sua volta, quanta vita passi nei racconti di sport: l’intensa rivisitazione del «suo» borghese Bulgarelli ne è testimonianza.
Italo Cucci, nato nel Montefeltro nel 1939, ha iniziato la sua avventura giornalistica nel 1958, diventando
giornalista professionista nel 1963. Allievo di Gianni Brera, Severo Boschi, Aldo Bardelli,
Enzo Biagi, ha insegnato la sua materia alla Libera Università Internazionale delle Scienze Sociali
(LUISS) a Roma e Sociologia della comunicazione alla facoltà di Scienze Politiche dell'Università
di Teramo. È collaboratore dell'Università La Sapienza di Roma, dell'Università della Regione
Siciliana di Palermo e dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, nonché della LUMSA di
Roma. Ha diretto: il ‹‹Guerin Sportivo›› (tre volte); ‹‹Stadio-Corriere dello Sport›› (due volte); il
‹‹Quotidiano Nazionale››, che raccoglie le testate della ‹‹Nazione››, del ‹‹Giorno›› e del ‹‹Resto del
Carlino››, in cui mosse i primi passi; il mensile ‹‹Master›› e il settimanale ‹‹Autosprint››. Attualmente
è direttore editoriale dell'Agenzia di Stampa ‹‹Italpress››. È anche curatore delle pagine sportive del
quotidiano ‹‹Il Roma›› di Napoli ed editorialista della ‹‹Gazzetta di Parma››, di ‹‹Avvenire›› e del settimanale
‹‹Napolissimo››.
Ha collaborato con Pupi Avati alla sceneggiatura del film Ultimo minuto, con Ugo Tognazzi, compendio
del suo grande amore per il calcio. Si vanta di un premio, il ‹‹Dino Ferrari››, assegnatogli da
Enzo Ferrari, col quale ha avuto un lungo rapporto di amicizia.
Ha scritto biografie di campioni e storie dei Mondiali di calcio, oltre al romanzo Minuto per minuto,
l'autobiografia professionale Un nemico al giorno e Tribuna Stampa – Storia critica del giornalismo
sportivo (con Ivo Germano).
Ha seguito da inviato dieci Mondiali di calcio e sei Olimpiadi.
Attualmente collabora con la Rai (e Rai International) come opinionista/editorialista sportivo.