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Maradona è meglio 'e Pelé
I bambini di Napoli giudicano il pibe de oro

Autore : Marcello D'Orta

Prefazione :

Codice : ISBN 88-86713-86-X

Edizione :

Pagine: 104

 

Disponibilità: TEMPORANEAMENTE NON DISPONIBILE

 


€ 12,90

 

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Libri su Maradona ve ne sono tanti, ma questo di Marcello D'Orta un libro speciale, perch a parlare dell'asso argentino non sono i grandi, ma i piccoli, quelli che il maestro d'Italia conosce forse pi degli altri, per aver lungamente insegnato e per una frequentazione quotidiana tra i vicoli della vecchia Napoli, dove pi colorito il linguaggio e pi profondo - nella sintesi ironica - il pensiero.
Questo di D'Orta un Io speriamo che me la cavo incentrato sulla figura di un calciatore universalmente noto e chiacchierato (di lui, in pratica, si parla tutti i giorni) ma che a Napoli stato da subito mito, leggenda, finanche santo, al punto d'esser paragonato a San Gennaro. Napoli l'aspetta ancora Maradona (prima o poi ritorner con qualche incarico, di questo i napoletani sono certi) e basterebbe percorrere San Gregorio Armeno per vedere le botteghe degli artigiani, piene del pastore Maradona. Egli, come Tot ed Edoardo, nelle vene di questo popolo, al punto che la gente si sofferma e prega davanti a una sua edicola votiva.
Folgoranti le uscite dei bambini di D'Orta: Noi lo vogliamo bene dalla testa ai soprattutto piedi; Io volevo nascere all'epoca di Maradona, per vederlo giocare, ma mia madre mi ha fatto con un anno di ritardo; Io, se mi dovessi trapiantare una gamba a Lourdes, mi trapianterei la gamba sinistra di Maradona; Ai tempi di Maradona, Napoli faceva 1 milione di abitanti e 70.000 abbonati. Ora fa solo abitanti.
Un best-seller annunciato.

(English description)
There are many books on Maradona, but this is special one, because boys talk about the Argentine champion Maradona. D'Orta, the Italian School Teacher, knows them better than anyone after teaching and daily living for a long time in the old Naples alleys, where the language is full of expression and the thought deep and ironical.
This book is a sort of Io speriamo che me la cavo centres on a footballer widely known and gossiped (one speaks of him every day) but he has immediately became a myth, a legend, Santo Maradona like San Gennaro.
Napoli is still waiting for him (Naples' inhabitants are sure that a day he will come back with a new job in the Naples Club) and it should be enough to walk in San Gregorio Armeno Street and see the artisan-shops full of Maradona-shepherds. Such as Tot and Edoardo De Filippo, he belongs to Naples insomuch that people pray in front of a Maradona's votive shrine.
The boys' words are amazing: Noi lo vogliamo bene dalla testa ai soprattutto piedi (we love him from his head to above all his feet), Io volevo nascere all'epoca di Maradona, per vederlo giocare, ma mia madre mi ha fatto con un anno di ritardo (I wanted to be born in the Maradona's age to see him playing, but I was born one year later), Io se mi dovessi trapiantare una gamba a Lourdes, mi trapianterei la gamba sinistra di Maradona (me, if I have to transplant a leg in Lourdes, I would like the Maradona's left leg), Ai tempi di Maradona, Napoli faceva 1 milione di abitanti e 70 000 abbonati. Ora fa solo abitanti (when there was Maradona, Naples had 1 million of inhabitants and 70 000 subscribers. Now there are inhabitants only).
A foreseen bestseller.
Marcello D'Orta è nato a Napoli nel 1953. Ha insegnato per quindici anni nelle scuole elementari della sua città.
Nel 1990 pubblica Io speriamo che me la cavo (Mondadori), libro venduto in 2 milioni di copie. Dal testo è stato tratto un film (regia di Lina Wertmuller, attore protagonista Paolo Villaggio) tre rappresentazioni teatrali (a Roma, sceneggiatura di Maurizio Costanzo e dello stesso D'Orta; a Parigi e a St. Brieuc, Bretagna) e un'opera di musica classica (compositori dell'Orchestra Sinfonica Nuova Alessandro Scarlatti).
Nel 1992 pubblica Dio ci ha creato gratis (Mondadori) che nel 1998 diventa una fiction per la tv con attori protagonisti Nino Manfredi e Leo Gullotta.
Nel 1993 pubblica Romeo e Giulietta si fidanzarono dal basso (Mondadori). Nel 1996 pubblica Il maestro sgarrupato (Mondadori), dal quale nel 2002 verrà tratta una fiction in due puntate, per Rai 1.
Nel 1997 pubblica Il sole ventiquattrore. A spasso per Napoli (Baldini & Castoldi).
Nel 1999 pubblica Non è mai troppo tardi (Newton & Compton). Sempre nel 1999 è candidato alle elezioni per il Parlamento europeo (Verdi).
Nel 2001 la Yale University (Stati Uniti) adotta per gli studenti del corso di italiano Io speriamo che me la cavo.
Collabora ai quotidiani "Resto del Carlino", "La Nazione", "Il Giorno", "Corriere dello Sport-Stadio".
Le sue opere sono state tradotte in Olanda, Grecia, Francia, Ungheria, Svizzera, Germania, Giappone.
D'Orta vive e lavora a Napoli.