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IMPASSIBILI E MALEDETTE, novità in libreria
Perché Andrea Pirlo è un architetto, più che un artista. Uno di quegli architetti precisi ed essenziali, le cui opere sono talmente perfette, talmente coerenti al paesaggio, da passare quasi inosservate. Di uno come Pirlo ci si accorge soprattutto quando non c’è, quando non gioca. Perché lui è fondamentale anche quando è fuori forma. Il suo è un gioco fatto più di geometrie che di fantasie.
Ma, è ovvio, ognuno ha il proprio immaginario e, soprattutto, l’immaginario di ciascuno funziona nei modi più impensabili, si mette insieme poco per volta, strato su strato, senza un ordine, in modo incongruo, incoerente. È anarchico, l’immaginario, come la passione.
Roberto Ferrucci
Impassibili e maledette
Le invenzioni di Andrea Pirlo
Pagine: 132
Prezzo: € 18,00
ISBN: 978-88-6041-063-4
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Silenzioso, discreto, fedele. Genio e regolatezza. Mai sopra le righe, Andrea è un campione atipico, lontano dagli eccessi e dalla mondanità che caratterizzano la vita di gran parte dei suoi colleghi. Di lui Marcello Lippi ha detto: ‹‹Pirlo è un leader silenzioso: parla coi piedi››. Perché Andrea Pirlo è un leader vero, ha il carisma e la sicurezza del campione e classe da vendere. E da vero leader non ha bisogno di ostentarle. Al pari di Gianni Rivera e Roberto Baggio, Andrea Pirlo, seppur per doti un po' diverse, è assunto ormai all'Olimpo dei grandissimi del calcio italiano. Un architetto più che un artista.
Preciso ed essenziale, le sue “opere†sono talmente perfette, talmente coerenti al paesaggio, da passare quasi inosservate. Di uno come Pirlo ci si accorge quando non c'è, quando non gioca. Perché lui è fondamentale anche quando è fuori forma. Una “tragica†realtà , di cui si è dovuto accorgere anche Marcello Lippi, nell'infausto giorno dell'eliminazione degli azzurri contro la Slovacchia al mondiale sudafricano. Quando Andrea, seppur reduce da un infortunio, in mezz'ora di calcio vibrante, ha saputo rianimare il gioco di una Nazionale morente. Riaccendendo le speranze di un intero Paese, con quel suo calcio degno di un “Brunelleschiâ€, fatto di geometrie più che di pura fantasia.
Così, tra le righe, l'autore ripercorre le tappe del proprio immaginario, alla ricerca della bellezza del calcio, quella nascosta dietro ad un mondo impazzito. Un viaggio messo assieme strato per strato, senza un ordine, in modo incongruo, incoerente. Perché l'immaginario è anarchico, come la passione.
Roberto Ferrucci è nato a Venezia nel 1960. Ha pubblicato i romanzi Terra rossa (Transeuropa, 1993) e Cosa cambia (Marsilio, 2007) e le raccolte di reportages Giocando a pallone sull'acqua (Marsilio, 1999) e Andate e ritorni (Amos edizioni, 2003). Vive a due passi dallo stadio più antico (e bello, insiste lui) d'Italia: il ‹‹Pierluigi Penzo›› di Sant'Elena. Insegna scrittura creativa all'Università di Padova.