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NEL MONDO DI DIEGO, dal 3 dicembre in libreria NEL MONDO DI DIEGO, dal 3 dicembre in libreria


Nel mondo di Diego, il fuoriclasse brasiliano che sta facendo sognare quattordici milioni di tifosi juventini: siamo entrati, con molta discrezione, nella sua vita, i primi calci, i gol, gli hobby, l'inizio bianconero. E non solo.

 

Camillo Forte

 

Nel mondo di Diego

 

 

Il brasiliano che fa sognare la Juve

 

 

 

Pagine: 102

Prezzo: € 18,00

ISBN: 978-88-6041-040-5

 

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Abbiamo interpellato dieci grandi personaggi del calcio mondiale che gli hanno pronosticato uno dei prossimi Palloni d'Oro, il riconoscimento personale più ambito per un calciatore. E tra questi Marcello Lippi, commissario tecnico della nostra Nazionale campione del mondo, il numero uno del calcio mondiale. E poi ancora Alex Ferguson, leggenda vivente del Manchester United, Leonardo del Milan che lo paragona addirittura a Pelé, Michel Platini presidente dell'Uefa e grande numero 10 della Juventus che fu. Oltre al parere di tantissimi altri protagonisti del calcio che conta e che ci fa divertire. Storie affascinanti e anche un retroscena inedito: l'intervista in esclusiva al direttore sportivo della società bianconera, Alessio Secco, che ci racconta l'intrigante trattativa cominciata due anni fa e che si è conclusa grazie a un blitz suo e dell'amministratore delegato Jean Claude Blanc con un aereo privato partito di gran fretta da Torino. Perché all'ultimo istante il Bayern di Monaco, con un'offerta stratosferica, stava per portarlo via dalla Juventus. Un colpo di scena che poteva cambiare il destino della squadra più amata dagli italiani. Tentativo, però, che i responsabili della Juventus hanno scongiurato con bravura e tempismo: ci sono tutti, proprio tutti, i retroscena della trattativa del secolo raccontati da chi l'ha portata a buon fine. E tantissimo altro. Ecco, dunque, la storia di Diego, il predestinato, campione a sei anni. I tifosi, ora, impazziscono per lui, ma il più bello deve ancora arrivare...

 

Camillo Forte Camillo Forte, nato a Torino nel 1962, è un giornalista sportivo. Per ‹‹Tuttosport››, dal 1986 ha raccontato le imprese della Juventus. Attualmente, sempre per ‹‹Tuttosport››, segue la Nazionale, la serie A e il calcio mercato. Opinionista televisivo al ‹‹Processo di Biscardi›› commenta le prestazioni della Juventus, la squadra di cui è anche tifoso. Ha visto le magie di Michel Platini e descritto quelle di Roberto Baggio, Zinedine Zidane e Alessandro Del Piero, i grandi numeri 10 della storia juventina.

 

     

_____________________Dal libro:

 


‹‹Accidenti, stiamo per perderlo. Il Bayern Monaco si è inserito all’improvviso nella trattativa e ha offerto più di noi. Sia al giocatore sia al Werder Brema››. Alessio Secco, direttore sportivo della Juventus, con tono preoccupato, nella sede di corso Galileo Ferraris a Torino, si rivolge all’amministratore delegato Jean Claude Blanc che nel frattempo è diventato presidente. È il 6 maggio. Piove e fa freddo. All’improvviso sembra crollare il mondo addosso ai dirigenti juventini. Ma Jean Claude Blanc non si perde d’animo: ‹‹Diego sarà nostro››. Andiamo. Partiamo. Non c’è più tempo da perdere››. E così i due, accompagnati dall’avvocato di fiducia, fanno prenotare un aereo privato. ‹‹Sì, non ci restava nient’altro da fare››, prosegue Secco. ‹‹Così abbiamo raggiunto di corsa l’aeroporto di Caselle è siamo volati a Brema. Il tutto in tre ore››. Già, Diego alla Juve, l’acquisto del secolo, il più importante e costoso della storia bianconera, l’uomo dei desideri che tutti i grandi club d’Europa stavano cercando. Inter, Barcellona e, soprattutto, Bayern Monaco.

‹‹Così siamo subito andati a casa del giocatore e gli abbiamo ricordato gli impegni verbali presi con noi. Lui non ha battuto ciglio, ci ha sorriso confermando il desiderio di indossare solo ed esclusivamente la maglia bianconera, quella che hanno indossato Michel Platini, Roberto Baggio e Zinedine Zidane. Abbiamo tirato un sospiro di sollievo. Qualche minuto dopo eravamo nella sede del Werder Brema a ricordare ai colleghi tedeschi che c’era un impegno con noi. Anche loro, vista la nostra decisione, hanno ribadito che non hanno cambiato idea. A questo punto il nostro legale, l’avvocato Briamonte, ha chiamato i legali del Bayern e gli ha spiegato la situazione: la Juve aveva già raggiunto l’accordo da persone per bene sia con il giocatore sia con la sua società e qualsiasi intervento esterno sarebbe stato scorretto››. A Monaco hanno capito, il Bayern si è ritirato dimostrando grandissima correttezza e noi siamo rientrati a Torino, nella tarda notte, con la certezza di aver preso uno dei più grandi giocatore al mondo››.

Diego alla Juve è un sogno che è cominciato tanti anni fa.

‹‹Esattamente nella stagione 2007-08 - prosegue Alessio Secco - quando abbiamo cominciato a seguire il campione brasiliano del Werder assieme a molti altri club europei. Sono cominciati i primi ammiccamenti ma i tedeschi, con toni tutt’altro che tranquilli, ci hanno detto che non era in vendita. Ci siamo ritirati ma non ce la siamo date a gambe. Nel senso che è stata una ritirata strategica.

Non abbiamo insistito anche perché l’allenatore di allora (Ranieri) sposava il 4-4-2 e, quindi, il tedesco-brasiliano non rientrava nei piani immediati. Ma proprio perché avevamo tanto tempo davanti a noi è cominciata la caccia a Diego. L’abbiamo incontrato diverse volte. Quattro, credo. Tre in Germania e una in Svizzera, a casa dell’agente Fifa Petralito, che è stato il nostro intermediario più importante. Inoltre abbiamo invitato la sua famiglia, soprattutto il padre Djar, a Torino. Perché Diego è molto legato ai suoi cari.

In questi incontri abbiamo parlato a lungo della Juve, delle nostre tradizioni, dei campioni che hanno indossato la nostra maglia. E a ogni racconto rimaneva affascinato. Ma lui, sin dal secondo incontro, sapeva tutto della Juve, della sua storia, dei suoi successi. E in certe occasioni ci anticipava con le risposte. I suoi occhi brillavano, anche i nostri. Sì, tutto stava andando bene, Diego si avvicinava sempre più alla Juventus e il nostro sogno stava per trasformarsi in realtà. Ma non era ancora fatta. Era dura, durissima, perché continuavano ad arrivare voci “straneâ€. Grandi club, che comunque erano in ritardo, provavano a inserirsi perché Diego dava spettacolo nella Bundesliga (il suo campionato) e in Champions League. E noi ci stavamo costruendo, piano-piano, senza urlarlo ai quattro venti, un canale privilegiato››.

E poi la svolta: ‹‹Proprio così. Ce ne siamo accorti in uno degli ultimi incontri avuti con lui. Proprio a casa sua, dove la moglie ci ha cucinato uno stuzzicante piatto di fagioli. Una cena tutta brasiliana. Era il 21 maggio e siamo tornati a Torino con la firma del contratto sua e della società. Tutto fatto, che gioia. Finalmente. E che fatica. Per una cosa o per l’altra la trattativa è durata quasi due anni durante i quali, inutile nasconderlo, ci sono stati momenti di grande tensione››.

Cinque giorni dopo, esattamente il 26 maggio del 2009, il sito della Juventus dava la notizia. Eccola: ‹‹Ora è ufficiale. Diego Ribas da Cunha è un giocatore della Juventus. Il campione brasiliano ha firmato un contratto quinquennale che lo legherà alla società bianconera sino al 30 giugno del 2014. Il centrocampista, ieri a Torino per le visite mediche, è tornato in Germania dove sabato 30 maggio, con il Werder Brema, disputerà la Coppa di Germania contro il Bayern Leverkusen. Prima di fare ritorno a Brema ha dichiarato: “Sono entusiasta della Juventus e orgoglioso di far parte di un club così prestigioso che ho sognato sin da bambino. Dopo l’esperienza in Portogallo e in Bundesliga potrò misurarmi con un calcio di altissimo livello, in un campionato difficile e molto competitivo. È il momento giusto della mia carriera per compiere un passo così importante e sono convinto che con la Juventus po­trò raggiungere grandi traguardiâ€. Il costo del suo cartellino è stato di 24,5 milioni di euro in tre rate, garantite da fideiussone bancaria: 14 milioni il 1° luglio 2009, 5,5 milioni il 1° luglio 2010 e 5 milioni il 1 luglio 2011. Il valore di acquisto potrà aumentare al massimo di altri 2,5 milioni, legati al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi nei prossimi cinque anni››.

‹‹Dovevate vedere quando Diego è entrato nella nostra sala trofei. È rimasto colpito, ammirato. Ci è rimasto a lungo. E noi gli abbiamo detto che, comunque, c’è ancora spazio per altri trofei. Lui ha sorriso, ha fatto sì con la testa. Ne vinceremo, ci ha detto. È un ragazzo semplice. E poi siamo andati a pranzare al ristorante Cacinperio di via Lamarmora, a due passi dalla sede. Il menù? Filetto. Lui è un divoratore di carne. È un grande appassionato di macchine e ci ha chiesto se poteva avere un’Alfa Romeo 8 C. Ma la produzione di questo gioiello è limitata, abbiamo preso tempo, vedremo. Magari quando festeggeremo il primo trofeo di un certo prestigio riprenderemo in considerazione il suo desiderio. Io e Blanc, alla fine di questa giornata, abbiamo brindato con un calice di champagne perché è stato il coronamento di un sogno. Volevamo Diego a tutti i costi e l’abbiamo preso. Era nostro. Ci ho lavorato giorno e notte e alla fine mi hanno fatto piacere i complimenti del presidente Giovanni Cobolli Gigli e della Proprietà. Quanto sia importante Diego l’ho capito subito, sin dai primi giorni di Pinzolo, dove la nostra gente lo ha circondato d’affetto e di premure. E ho capito che in Trentino è nata la Juventus di Diego. Perché lui è il presente e il futuro della nostra società››.

Il resto è tutta una storia verso la gloria, da raccontare passo per passo.

 

 

 

 

  
  
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