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ROSSO GHIACCIO, novità in libreria ROSSO GHIACCIO, novità in libreria


Un percorso a ritroso nei ricordi delle gesta del grande Eugenio Monti, il Rosso Volante, come lo definiva Gianni Brera. Un uomo vero e complesso, prima promessa dello sci, poi atleta discusso dalla stampa, quindi leggenda del bob, e poi ancora imprenditore di successo. Salite e discese, successi e tracolli, fino al gesto estremo, il suicidio.

‹‹Il bob già al primo incontro mi aveva affascinato, quasi come quando come quando ti capita di ballare con una bella donna che ti viene presentata e tu balli e non sai che cosa dirle››, scrive Eugenio 'nel 56 all'amico Zeno Colò.

 

Stefano Rotta

 

Rosso Ghiaccio


Eugenio Monti, dietro la leggenda

 

 

 

Pagine: 168

Prezzo: € 18,00

ISBN: 978-88-6041-044-3

 

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La velocità, mito del Novecento, è per il piccolo Eugenio, l’emozione principe. La cerca sugli sci, a vent’anni batte “lealmente “ il grande Zeno Colò. Fin da subito Eugenio, bello, veloce, simpatico, umile, piace alle donne e viene colpito dalla sorte avversa. Si rompe i legamenti e non può più sciare. Giovanissimo. Fermo. ‹‹Perché non provi?››. È bob, non droga. Ci prova, il ‹‹Genio››, e segna uno dei tempi migliori della pista. Di lì a poco sono le Olimpiadi di Cortina, sotto casa: due argenti. Il bronzo a Innsbruck, dove regala in gara un bullone all’amico avversario Tony Nash. L’inglese vince, e Monti: ‹‹Ha vinto perché è andato più veloce, non perché gli ho dato io il bullone››. Continua ad allenarsi con la bacheca piena di titoli mondiali, e lo spettro della maledizione olimpica, la sua chimera. Annuncia più volte il ritiro: nel 1968, 40enne, conquista l’oro olimpico a Grenoble. Monti è sul tetto del mondo. Imprenditore di successo a Cortina, si scontra con un figlio trovato in casa morto con una siringa nel braccio, traversie familiari, il Parkinson. Non può vivere così, lui, ‹‹Rosso Volante››. A volte, i grandi, sentono il bisogno di chiamarsi fuori. Nessuno sa ancora che scrisse Genio, prima di premere il grilletto.

 

Stefano Rotta, lodigiano, vive e lavora a Parma. Laureando in giurisprudenza, collabora con la ‹‹Gazzetta di Parma››. Questo è il suo primo libro.

 

 


 


 _____________________Dal libro:

 

Ci sono giorni in cui la morte è leggera e la vita pesante. Sere di fine novembre calate come macigni su giorni grigi. Vengono a cercarti i fantasmi in quei pomeriggi scuri, in casa, solo, nelle spoglie di un figlio bello come la primavera, la mamma non c’è più, lei, dov’è lei?, l’incubo nero della siringa, il bob rosso al museo, e tu li cacci via con mani impazzite dal Parkinson.

La morte in quei giorni è un nemico suadente, perfido. Si traveste ben bene da amica, da farmaco di tutti i mali. La fai entrare in casa, stufo di medicine inutili, di viaggi lunghi per cercarne di nuovi.

Così gli scivoli dentro di peso. È già scritto: quando la nera signora viene a portarti via, non puoi dirle ‹‹passi più tardi››. Anche se di nome fai Eugenio Monti, e nella vita, in epoche remote, sei stato la leggenda del Rosso Volante.

Non ci sono, stanotte, il 30 novembre dell’anno 2003, i bagliori di luna sulle Tofane. Non ci sono moto, belle ragazze, invenzioni strampalate per tirar mattino. Non ci sono nemmeno pattini da lucidare, piste da studiare, c’è solo un amico, Sergio, che non te la senti più di chiamare; vorresti farcela da solo. L’alba è lontana, e se anche venisse subito? Un altro giorno come oggi?

La legna è ordinata, ben tagliata. Ce n’è molta, almeno per tutto l’inverno. Non te ne puoi andare così. Senza spiegare nulla ad Amanda, senza dir nulla a chi rimane.

Scrivi, allora.

Due righe anche per l’amico finanziere, ‹‹scusa se non ho mai denunciato la pistola››.

Al diavolo i mostri. Se permettete, il sipario lo calo io.

Veloce. L’ultimo secondo, rapido, pulito, essenziale. In garage.

Vi si può credere o no: la maggior parte degli uomini non bada a queste cose. Il gatto, Brandy, salutò il Rosso come farebbe ogni gatto. Se la natura gli avesse dato parola, gliel’avrebbe pure confessato. ‹‹Hai speso bene le tue sette vite, Rosso››.

Lì vicino, un improvviso, lugubre, silenzio.


  
  
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