
RASSEGNA STAMPA
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La Coca-Cola di Boninsegna - Inter-Borussia, la sfida più lunga
Marco Mensurati, Boninsegna e il giallo della lattina, Repubblica.it
"Sul 2-1, poco prima della mezzora, succede il fattaccio. Una lattina di Coca Cola partita dagli spalti colpisce Boninsegna in testa. L'attaccante si accascia, proprio dalle parti del calcio d'angolo. E' stordito. Intorno a lui tutti impazziscono. Il campo si affolla, l'arbitro non capisce più nulla. La lattina sparisce, Boninsegna resta a terra, si sollevano le prime velate accuse ("gli italiani, le solite scene"), l'arbitro riporta la calma in campo con molta fatica, la partita riprende ma i nervi sono saltati, anche perché alla confusione si aggiunge la certezza dei nerazzurri di aver vinto la partita per tre a zero, come da regolamento italiano.I
l caos ha sulle due squadre effetti opposti. Gli italiani perdono il filo logico della serata, i tedeschi trovano un furore mai visto. Il risultato finale ha dell'incredibile: 7-1 per i padroni di casa. L'ultimo gol arriva su un rigore inesistente che fa saltare i nervi a Corso che prende a calci l'arbitro. Il 7-1 è un risultato imbarazzante ma la qualificazione alla fase successiva della Coppa Campioni è assicurata dal risultato a tavolino.
La doccia gelata travolge l'Inter in albergo, poche ore dopo, quando un grido spezza il silenzio della notte. È il ds Franco Manni che urla a Peppino Prisco tutto il suo stupore: "Avvocato, guardi qui: nel regolamento dell'Uefa non è previsto un caso come questo... Ho sfogliato dieci volte il volumetto, nella versione in francese; niente!". E quindi niente 3 a 0 a tavolino."
Marco
Mensurati
Massimo Grilli, La Coca-Cola di Borussia-Inter, Corriere dello Sport.it
"Questo libro ci riporta - con l’aiuto di ritagli dell’epoca e con testimonianze dei protagonisti - all’atmosfera di quei quaranta epici giorni. Partendo naturalmente dalla prima partita in casa del Borussia del temutissimo Gunther Netzer, da quella lattina di Coca Cola che dopo mezzora mise fuori combattimento Boninsegna. Quella partita, l'Inter la straperse, per 7 a 1, ma al fischio finale partì la controffensiva legale dei nerazzurri, orchestrata dal grande Peppino Prisco (rappresentato nel libro dal figlio Luigi Maria, che si è occupato della prefazione). Sembrava una battaglia persa in partenza - l'Uefa non prevedeva a quei tempi la vittoria 'a tavolino' per casi del genere - eppure i nerazzurri ottenero la ripetizione della gara, un risultato già straordinario. Il resto si srotolò velocemente. L'Inter vinse l'andata a Milano per 4 a 2 poi nel ritorno, disputato a Berlino, oppose una resistenza stoica agli attacchi dei tedeschi, rivelando anche il talento straordinario di un giovane portiere, Ivano Bordon, da poco subentrato a Lido Vieri, che parò anche un rigore a Sieloff. E così, un anno dopo il 4-3 di Città del Messico, ancora una volta l'Italia batteva la Germania su un campo di calcio..."
Massimo Grilli
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Condor legge: La Coca-Cola di Boninsegna, condor.blog.rai.it
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La Coca-Cola di Boninsegna, lamescolanza.it
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La Coca-Cola di Boninsegna, Datasport.it
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Stefano Tomasoni, La Coca-Cola di Boninsegna. Inter-Borussia, la sfida più lunga, dnanerazzurro
"Il libro ricostruisce la storia di quei 40 giorni attraverso le cronache dei giornali dell’epoca, documentazione originale fornita dall’avv. Luigi Maria Prisco e le voci e le testimonianze dirette dei giocatori dell’Inter protagonisti dei fatti, in particolare Roberto Boninsegna, Sandro Mazzola e Ivano Bordon, ma anche Tarcisio Burgnich, Gianfranco Bedin, Mauro Bellugi. Gli ultimi capitoli raccontano il “resto†di quella Coppa dei Campioni, che vide l’Inter arrivare in finale, persa poi contro la squadra europea più forte di quel momento, l’Ajax di Johan Cruijff."
Stefano Tomasoni
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